La medaglia Ostvolk, ufficialmente denominata Medaille für tapfere Angehörige der Ostvölker, cioe “Medaglia per i valorosi membri dei popoli orientali”, fu una decorazione militare istituita dalla Germania nazista nel 1942. Era destinata a premiare i volontari provenienti dai territori occupati dell’Europa orientale, in particolare dall’ex Unione Sovietica, che combatterono al fianco della Wehrmacht e delle SS contro l’Armata Rossa.
Tra i principali destinatari vi erano i membri delle cosiddette Ost Legionen, ovvero le “Legioni dell’Est”. Queste unità militari composte da soldati reclutati tra le popolazioni locali, spesso motivate dalla volontà di opporsi al regime sovietico o dalla speranza di ottenere un trattamento migliore sotto l’occupazione tedesca. Questi volontari, noti con il termine tedesco “Hiwis” (Hilfswillige, ovvero “volontari ausiliari”), appartenevano a una vasta gamma di gruppi etnici: ucraini, baltici, russi, caucasici, tartari, turcomanni, tra gli altri. Erano impiegati in ruoli di combattimento, logistica, supporto o sorveglianza.
La medaglia era concessa per atti di valore sul campo oppure per servizi meritevoli resi all’esercito tedesco, e veniva rilasciata in due classi: oro e argento, con o senza spade incrociate, a seconda che fosse attribuita per meriti militari o civili. Curiosamente, poteva essere assegnata anche a ufficiali tedeschi che si erano distinti nel comando o nella formazione delle truppe orientali.
Una particolarità della Ostvolkmedaille è la sua iconografia: non presenta simboli nazisti espliciti, come l’aquila o la svastica, rendendola una delle poche decorazioni del Terzo Reich dal design ideologicamente neutro. Questo aspetto era probabilmente voluto per favorire l’accettazione della medaglia tra i collaboratori stranieri, molti dei quali non erano simpatizzanti del nazionalsocialismo.
Durante le ricerche condotte dal team del museo nell’area del campo base partigiano della formazione “Bogardo Buricchi”, situato ai Faggi di Javello (Prato), è stato rinvenuto un raro esemplare di questa medaglia. Si ipotizza che possa essere appartenuto a un prigioniero catturato dai partigiani oppure a un disertore. Oggi l’oggetto è esposto nelle sale del museo, dove rappresenta una preziosa testimonianza delle complesse e spesso contraddittorie vicende individuali di chi, da Oriente, si trovò coinvolto nel più ampio dramma della Seconda Guerra Mondiale.

